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Punteruolo Rosso

Raccolta decreti e normative sul Punteruolo Rosso

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 7 febbraio 2011

Misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma

Rhynchophorus  ferrugineus  (Olivier).  Recepimento  decisione  della

Commissione 2007/365/CE e sue modifiche. (11A02039)

(GU n.36 del 14-2-2011)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE

ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la direttiva n. 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000,

concernente le  misure  di  protezione  contro  l'introduzione  nella

Comunita' di organismi nocivi ai vegetali o ai  prodotti  vegetali  e

contro   la   loro   diffusione   nella   Comunita',   e   successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 «testo unico

delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»;

Visto il decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  214,  relativo

all'attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente  le  misure  di

protezione contro l'introduzione e la diffusione nella  Comunita'  di

organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;

Vista la decisione della commissione 2007/365/CE del 25 maggio 2007

che stabilisce misure d'emergenza per impedire  l'introduzione  e  la

diffusione nella Comunita' di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Vista la decisione della commissione  2008/776/CE  del  06  ottobre

2008 che modifica la  decisione  2007/365/CE  che  stabilisce  misure

d'emergenza  per  impedire  l'introduzione  e  la  diffusione   nella

Comunita' di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Vista la decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010

che modifica  la  decisione  2007/365/CE  relativamente  ai  vegetali

sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui  e'  identificato

il Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Visto il decreto ministeriale 9 Novembre 2007  "Disposizioni  sulla

lotta  obbligatoria  contro   il   punteruolo   rosso   della   palma

Rhynchophorus  ferrugineus  (Olivier).  Recepimento  decisione  della

Commissione 2007/365/CE. (GU n. 37 del 13-2-2008);

Visto  il  decreto  del  Ministro  dell'Interno   5   agosto   2008

"Incolumita' pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco";

Ritenuto di dover aggiornare le norme nazionali per il controllo  e

l'eradicazione del Rhynchophorus ferrugineus a quanto disposto  dalla

decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010;

Considerato che quasi tutte le piante  attaccate  da  Rhynchophorus

ferrugineus sono ubicate in ambiente urbano e  possono  rappresentare

un grave pericolo per l'incolumita' dei cittadini;

Ritenuto ai sensi dell'art. 54, comma 2 del decreto legislativo  n.

267 del 18 agosto 2000, al  fine  di  prevenire  ed  eliminare  gravi

pericoli che minacciano l'incolumita' pubblica  per  la  presenza  di

piante infestate  da  Rhynchophorus  ferrugineus,  di  coinvolgere  i

sindaci  dei  comuni  nei  quali  e'  stata  accertata  la   presenza

dell'insetto, nell'applicazione sui  territori  di  loro  competenza,

delle misure fitosanitarie volte al controllo e  all'eradicazione  di

Rhynchophorus ferrugineus;

Acquisito il parere del Comitato fitosanitario  nazionale,  di  cui

all'art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214,  espresso

nella seduta del 20 e 21 ottobre 2010;

Acquisito il parere favorevole della Conferenza  permanente  per  i

rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento  e

di Bolzano, espresso nella seduta del 16 dicembre 2010.

Decreta

Art. 1

Scopi generali

1 Il presente decreto ha lo scopo di impedire l'introduzione  e  la

diffusione all'interno del territorio della Repubblica  italiana  del

Punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier).

  1. 2. La lotta  contro  l'insetto   Rhynchophorus   ferrugineus   e'

obbligatoria nel territorio della  Repubblica  italiana  al  fine  di

contrastarne l'insediamento e la diffusione.

Art. 2

Definizioni

  1. 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
  2. a) «organismo nocivo»: il coleottero curculionide Rhynchophorus

ferrugineus (Olivier), in ogni suo stadio di sviluppo;

  1. b) «vegetali sensibili»: le piante il cui fusto alla base ha un

diametro  superiore  a  5   cm,   di:   Areca   catechu,   Arecastrum

romanzoffianum (Cham) Becc,  Arenga  pinnata,  Borassus  flabellifer,

Brahea armata, Butia  capitata,  Calamus  merillii,  Caryota  maxima,

Caryota  cumingii,  Chamaerops  humilis,  Cocos   nucifera,   Corypha

gebanga, Corypha elata, Elaeis guineensis, Howea  forsteriana,  Jubea

chilensis, Livistona australis, Livistona decipiens, Metroxylon sagu,

Oreodoxa regia, Phoenix  canariensis,  Phoenix  dactylifera,  Phoenix

theophrasti, Phoenix sylvestris,  Sabal  umbraculifera,  Trachycarpus

fortunei e Washingtonia spp.;

  1. c) «zona di produzione»: un singolo appezzamento o un insieme di

appezzamenti che puo' essere  considerato  come  una  singola  unita'

produttiva o un'unica realta' aziendale. Questa puo' includere luoghi

di  produzione  gestibili  separatamente   ai   fini   della   difesa

fitosanitaria.

  1. 2. In base alle indagini ufficiali di cui all'art. 6 sono definite:
  2. a) «zona infestata»: zona compresa  nel  raggio  di  almeno  un

chilometro dal punto dove la presenza dell'organismo nocivo e'  stata

confermata e che comprende tutti i vegetali sensibili che  presentano

suoi sintomi, e,  se  necessario,  tutti  i  vegetali  sensibili  che

appartengono  allo  stesso  lotto   al   momento   della   messa   in

coltivazione;

  1. b) «zona di  contenimento»:  zona  infestata  per  la  quale  i

risultati dei controlli annuali degli ultimi 3 anni hanno evidenziato

l'impossibilita' dell'eliminazione dell'organismo  nocivo  e  per  la

quale si ritiene che entro il periodo supplementare di  un  anno  non

possa avvenire l'eradicazione come definito al punto 3  dell'Allegato

alla decisione della Commissione 2010/467/UE;

  1. c) «zona cuscinetto»: fascia perimetrale  di  almeno  10  km  a

partire dal confine della zona infestata;

  1. d) «zona delimitata»: l'area costituita dall'insieme della «zona

infestata», della «zona di contenimento» e della «zona cuscinetto».

Art. 3

Divieti

  1. 1. E' vietata  l'introduzione,  la  diffusione  e  la  detenzione

dell'organismo nocivo nel territorio nazionale.

Art. 4

Importazione di vegetali sensibili

I vegetali sensibili possono essere introdotti nel territorio della

Repubblica italiana unicamente nel caso in cui:

  1. a) sono conformi  alle  prescrizioni   fissate   al   punto   1

dell'allegato I;

  1. b) al loro ingresso nel territorio della Repubblica italiana sono

sottoposti ad ispezioni da parte dei Servizi  fitosanitari  regionali

di cui all'art. 50 del decreto legislativo n. 214 del 19 agosto 2005,

conformemente al Titolo VIII dello stesso decreto legislativo,  e  ne

siano dichiarati indenni.

Art. 5

Spostamenti  di  vegetali  sensibili   all'interno   del   territorio

nazionale

I vegetali sensibili  originari  del  territorio  della  Repubblica

italiana o importati nel  territorio  della  Repubblica  italiana  in

conformita' dell'articolo 4 possono essere spostati  all'interno  del

territorio della Repubblica  italiana  unicamente  se  soddisfano  le

condizioni fissate all'allegato I, punto 2.

Art. 6

Indagini e notifiche

  1. 1. I proprietari o  detentori  a  qualsiasi  titolo  di  vegetali

sensibili che  sospettino  o  accertino  la  comparsa  dell'organismo

nocivo in aree ritenute indenni  sono  obbligati  a  darne  immediata

comunicazione al Servizio fitosanitario regionale a norma dell'art. 8

del decreto legislativo n. 214/2005.

  1. 2. I Servizi fitosanitari regionali, eseguono annualmente indagini

ufficiali per rilevare l'eventuale presenza dell'organismo  nocivo  o

determinare eventuali indizi di infestazione dei  vegetali  sensibili

attraverso  ispezioni  sistematiche,  con  la  collaborazione   delle

amministrazioni comunali per quanto di loro competenza.  I  risultati

di tali indagini sono notificati al Servizio  fitosanitario  centrale

entro il 31 gennaio di ogni anno unitamente a:

  1. a) una versione aggiornata del piano d'azione adottato a  norma

del  punto  3  dell'allegato  II,  comprese   le   misure   ufficiali

conformemente al punto 2 dell'allegato II.

  1. b) un elenco  aggiornato  delle   zone   delimitate,   comprese

informazioni aggiornate  inerenti  la  loro  descrizione  e  la  loro

localizzazione cartografica.

  1. 3. I Servizi fitosanitari regionali, qualora accertino la comparsa

dell'organismo nocivo in zone precedentemente risultate  indenni,  ne

danno immediata comunicazione al Servizio fitosanitario centrale.

  1. 4. Il Servizio fitosanitario centrale notifica:
  2. a) alla Commissione, entro il  28  febbraio  di  ogni  anno,  i

risultati delle predette indagini annuali;

  1. b) alla Commissione e agli altri  Stati  membri,  entro  cinque

giorni e per iscritto, la  comparsa  dell'organismo  nocivo  in  zone

precedentemente risultate indenni di cui al comma 3.

Art. 7

Misure fitosanitarie in zone delimitate e piani d'azione

  1. 1. Quando dai  risultati  delle  indagini  o  notifiche  di   cui

all'articolo 6, o da informazioni  di  qualsiasi  altra  origine,  si

rilevano indizi della presenza dell'organismo nocivo  nel  territorio

di   competenza,   il   Servizio   fitosanitario    regionale    deve

tempestivamente:

  1. a) fissare una zona delimitata a norma del punto 1 dell'allegato

II;

  1. b) elaborare e attuare un piano d'azione in tale zona delimitata,

a norma del punto 3 dell'allegato II, comprese le  misure  ufficiali,

conformemente al punto 2 dell'allegato II.

  1. 2. Dell'istituzione delle zone delimitate di cui all'art.  2  con

relativa  cartografia  e  piani  di  azione  viene  data  contestuale

comunicazione al Servizio fitosanitario centrale, che ne  informa  la

Commissione e gli altri Stati membri entro  un  mese  dalla  notifica

effettuata a norma dell'articolo 6, paragrafo 4, lettera b).

  1. 3. I Servizi fitosanitari regionali  garantiscono  che  il  piano

d'azione e le misure tecniche di cui al  punto  b)  del  paragrafo  1

dell'articolo 7, siano attuate da  dipendenti  pubblici  tecnicamente

qualificati e debitamente  autorizzati  e/o  da  agenti  o  operatori

qualificati, oppure almeno sotto la diretta supervisione  degli  enti

ufficiali competenti.

  1. 4. I Servizi fitosanitari regionali possono derogare all'obbligo di

fissare una zona delimitata di cui alla lettera a), comma 1, nei casi

in cui dai controlli e dalle notifiche di cui all'articolo 6,  oppure

da informazioni di qualsiasi altra origine, sia comprovato che:

  1. a) i vegetali risultati infestati facciano parte unicamente  di

una partita di vegetali sensibili e siano ubicate al  centro  di  una

zona con un raggio di 10 km nella quale l'organismo specifico non era

stato precedentemente riscontrato;

  1. b) la partita  sia  stata  introdotta  all'interno  della  zona

interessata da non piu' di 5 mesi e fosse gia' infestata  al  momento

dell'introduzione; e

  1. c) prendendo in considerazione principi scientifici validi,  la

biologia dell'organismo,  il  livello  di  infestazione,  il  periodo

dell'anno e la particolare distribuzione dei vegetali sensibili nella

Repubblica  italiana,  non  si  sia  manifestato  alcun  rischio   di

diffusione dell'organismo  specifico  dal  momento  dell'introduzione

della partita contaminata nella zona in questione.

In tali casi i Servizi fitosanitari regionali  elaborano  un  piano

d'azione conformemente  al  punto  3  dell'allegato  II,  ma  possono

decidere di non definire una zona delimitata e di limitare le  misure

ufficiali di cui al punto 3 dell'allegato  II  alla  distruzione  del

materiale infestato, attuando al contempo un programma  di  controllo

intensificato in una area di almeno 10 km attorno alla zona infestata

nonche' misure volte a tracciare il relativo materiale vegetale;

  1. 5. I Servizi fitosanitari regionali attuano le misure fitosanitarie

nelle zone delimitate  sulla  base  dei  piani  di  azione  regionali

predisposti in conformita' con il piano di azione  nazionale  che  e'

approvato dal Comitato Fitosanitario Nazionale di cui all'art. 52 del

D.Lgs. 214/2005.

Art. 8

Attuazione del piano d'azione

  1. 1. I Servizi fitosanitari regionali, quando accertano la presenza

dell'organismo  nocivo   prescrivono   ai   proprietari   le   misure

fitosanitarie da attuare, le quali sono adottate  in  conformita'  al

piano di azione.

  1. 2. I  Servizi   fitosanitari    regionali,    notificano    alle

Amministrazioni  comunali  interessate,  oltre  al  piano  di  azione

regionale  anche  le  misure  di  cui  al  comma  1,  ai  fini  della

valutazione di pericolo per la pubblica incolumita' di  cui  all'art.

54, comma 2 del decreto legislativo. n. 267 del 18 agosto 2000.

  1. 3. Le amministrazioni comunali, qualora ravvisino  situazioni  di

pericolo per la pubblica incolumita' o pericolo di  scadimento  della

qualita' del patrimonio ambientale urbano derivanti dalla presenza di

vegetali  di  palma  infestate  sui  territori  di  loro  competenza,

provvedono  all'attuazione  degli  interventi  ritenuti  piu'  idonei

secondo i  piani  di  azione  stabiliti  dal  Servizio  fitosanitario

regionale competente per territorio.

Art. 9

Azioni divulgative e formative

  1. 1. I Servizi fitosanitari regionali, danno  massima  divulgazione

della pericolosita' dell'insetto,  della  conoscenza  dei  sintomi  e

delle tecniche di lotta e prevenzione.

  1. 2. I Servizi fitosanitari regionali predispongono piani formativi

finalizzati a qualificare gli operatori che devono attuare le  misure

tecniche previste dal piano di azione.

Art. 10

Misure finanziarie

  1. 1. Le misure obbligatorie derivanti dall'applicazione del presente

decreto sono a cura e spese dei proprietari o conduttori, a qualsiasi

titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili.

  1. 2. Le regioni al fine di prevenire gravi danni per l'economia e per

l'ambiente ed il paesaggio possono stabilire interventi  di  sostegno

connessi all'attuazione del presente provvedimento.

Art. 11

Sanzioni

  1. 1. Chiunque non ottemperi alle disposizioni di  cui  al  presente

decreto e' punito con le sanzioni amministrative  previste  dall'art.

54 del decreto legislativo n. 214/2005.

Art. 12

Disposizioni finali

  1. 1. Il presente  decreto  annulla   e   sostituisce   il   decreto

ministeriale 9 Novembre 2007 "Disposizioni sulla  lotta  obbligatoria

contro il punteruolo  rosso  della  palma  Rhynchophorus  ferrugineus

(Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE.

Il presente decreto ha carattere d'urgenza ed entra  in  vigore  il

giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica italiana.

Roma, 7 febbraio 2011

Il Ministro: Galan

Allegato I

  1. 1. Prescrizioni specifiche relative all'importazione

Fermo restando quanto disposto dall'allegato III, parte A,  punto

17 e dall'allegato IV, parte A, sezione I, punti 34, 36.1  e  37  del

decreto legislativo n. 214/2005, i vegetali  sensibili  originari  di

paesi terzi  devono  essere  accompagnati  da  un  certificato,  come

previsto dal comma 1, lettera d). dell'art. 36 del suddetto  decreto,

che indica alla rubrica «Dichiarazione supplementare» che i  vegetali

sensibili, compresi quelli raccolti in habitat  naturali  sono  stati

coltivati:

  1. a) per tutto il loro ciclo di vita in un paese in cui non  si

conoscono manifestazioni dell'organismo nocivo; oppure

  1. b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che

il Servizio nazionale per la protezione dei  vegetali  del  Paese  di

origine   ha   riconosciuto   indenni,   conformemente   alle   norme

internazionali per le misure fitosanitarie; e alla rubrica «Paese  di

origine» indica la denominazione della zona indenne; oppure

  1. c) durante un periodo di almeno un anno prima dell'esportazione

sono stati coltivati in un luogo di produzione:

  1. i) registrato e controllato dal Servizio nazionale  per  la

protezione dei vegetali nel paese di origine e

  1. ii) in cui i vegetali si trovano in un  sito  a  protezione

fisica totale per impedire  l'introduzione  dell'organismo  nocivo  o

sono stati utilizzati trattamenti preventivi adeguati;

iii)  in  cui  non   sono   state   rilevate   manifestazioni

dell'organismo nocivo nel corso dei  controlli  ufficiali  effettuati

almeno ogni tre mesi o immediatamente prima dell'esportazione.

  1. 2. Condizioni per gli spostamenti

Tutti i vegetali sensibili originari della Repubblica italiana  o

importati in  Italia  in  conformia'  con  l'art.  4  possono  essere

spostati  all'interno  della  Comunita'  Europea  soltanto  se   sono

accompagnati da un Passaporto delle piante CE compilato ed emesso  in

conformita' alla direttiva 92/105/CEE della Commissione e sono  stati

coltivati:

  1. a) per tutto il loro ciclo di vita in una regione, Stato membro

o  in  un  Paese  terzo  dove   non   si   conoscono   manifestazioni

dell'organismo nocivo;

oppure

  1. b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che

il Servizio Fitosanitario regionale o il Servizio  nazionale  per  la

protezione dei vegetali di un Paese terzo hanno riconosciuto  indenni

conformemente alle norme internazionali per le misure fitosanitarie;

oppure

  1. c) in un luogo di produzione dove durante un periodo  di  due

anni prima dello spostamento:

  1. i) i vegetali sensibili sono stati  tenuti  in  un  sito  a

protezione fisica totale per impedire  l'introduzione  dell'organismo

nocivo oppure sottoposti ad applicazione  di  trattamenti  preventivi

adeguati; e

  1. ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell'organismo

nocivo nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi;

oppure

  1. d) se importati in conformita' del punto 1, lettera  c),  del

presente allegato, sono stati coltivati dal momento dell'introduzione

nel territorio della Repubblica Italiana in un luogo di produzione in

cui, durante un periodo di almeno un anno prima dello spostamento:

  1. i) i vegetali sensibili erano situati in sito a  protezione

fisica totale con reti metalliche per impedire l'introduzione e/o  la

diffusione dell'organismo specifico; e

  1. ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell'organismo

specifico nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi;

Allegato II

  1. 1. Fissazione delle zone delimitate

La delimitazione esatta delle zone di cui al comma 2 dell'Art.  2

deve  basarsi  su  principi  scientifici   validi,   sulla   biologia

dell'organismo nocivo, sul livello  di  contaminazione,  sul  periodo

dell'anno e sulla particolare distribuzione  dei  vegetali  sensibili

nella regione interessata.

Se la presenza dell'organismo specifico e' confermata al di fuori

della zona infestata la delimitazione delle zone andra' modificata di

conseguenza.

Nei casi in cui diverse zone cuscinetto si sovrappongano o  siano

vicine dal punto di vista geografico  si  dovra'  definire  una  zona

delimitata piu' ampia che includa le varie zone delimitate e le  zone

tra di esse.

In base ai controlli annuali di cui al comma 2  dell'Art.  6,  se

l'organismo specifico non e' identificato nella zona  delimitata  per

un periodo di  tre  anni  tale  zona  e'  abolita  e  non  sono  piu'

necessarie le misure previste al punto 2 del presente allegato.

  1. 2. Misure ufficiali nelle zone delimitate

Delle misure  ufficiali  di  cui  all'articolo  7,  paragrafo  1,

lettera b), da adottare nelle zone delimitate fanno parte almeno:

  1. a) adeguate misure  volte   all'eliminazione   dell'organismo

specifico comprendenti:

  1. i) distruzione, oppure, se del caso, risanamento  meccanico

completo dei vegetali sensibili infestati;

  1. ii) misure volte a prevenire la  diffusione  dell'organismo

specifico durante gli interventi  di  distruzione  o  disinfestazione

mediante  l'applicazione  di  trattamenti  chimici  nelle   immediate

vicinanze;

iii) trattamento adeguato dei vegetali sensibili infestati;

  1. iv) se del caso, impiego di tecniche di cattura massale con

trappole a feromone nelle zone infestate;

  1. v) se del caso,  sostituzione  di  vegetali  sensibili  con

vegetali non sensibili;

  1. vi) qualsiasi altra   misura   che   possa    contribuire

all'eliminazione dell'organismo specifico;

  1. b) misure relative al monitoraggio intensivo per verificare la

presenza  dell'organismo  specifico  tramite   ispezioni   e   metodi

adeguati,  comprese  le  trappole  a  feromone  almeno   nelle   zone

infestate;

  1. c) se necessario, misure specifiche per affrontare  qualsiasi

particolarita'  o  complicazione  che  possa  essere  ragionevolmente

ritenuta in grado di prevenire,  impedire  o  ritardare  l'attuazione

delle misure, in particolare  quelle  relative  all'accessibilita'  e

all'eliminazione adeguata di tutti i vegetali sensibili, infestati  o

sospetti, indipendentemente dalla  loro  ubicazione,  dal  fatto  che

siano di proprieta' pubblica o privata o dalla persona o ente che  ne

e' responsabile.

  1. 3. Elaborazione e attuazione dei piani d'azione

Il piano d'azione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera b),

contiene  una  descrizione  dettagliata  delle  misure  ufficiali  da

adottare  al  fine  di  eliminare  l'organismo  specifico.  Comprende

inoltre un termine entro cui attuare  ciascuna  di  tali  misure.  Il

piano d'azione tiene conto della norma internazionale per  le  misure

fitosanitarie - ISPM n.  9  e  si  basa  su  un  approccio  integrato

conformemente ai principi fissati dalla norma internazionale  per  le

misure fitosanitarie - ISPM n. 14.

Nelle zone di contenimento di cui all'Art. 2, comma 2, lettera b)

il  piano  d'azione  e  la   relativa   attuazione   si   concentrano

innanzitutto sul contenimento  e  sulla  soppressione  dell'organismo

specifico  nella  zona  infestata,  mantenendo  l'eliminazione   come

obiettivo di piu' lungo termine.

Il piano d'azione riguarda almeno le misure ufficiali di  cui  al

punto 2. Esso prende in considerazione tutte le  misure  elencate  al

punto 2, lettera a), e illustra  i  motivi  che  hanno  portato  alla

selezione delle misure da attuare, descrivendo la situazione, i  dati

scientifici e i criteri alla base della scelta di tali provvedimenti.

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