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Biosinergy

  • Abbattimento

    Abbattimento di alberi

    Offriamo servizi di abbattimento di piante ad alto e medio fusto, utilizzando cestelli elevatori o piattaforme aeree, se lo spazio a disposizione consente il transito dei mezzi meccanici, oppure con la tecnica dei tree.climbing, arrivando praticamente ovunque, il tutto nel rispetto delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro.Le piante private, come quelle pubbliche che raggiungono dimensioni di almeno 6 mt di altezza o 40 cm di diametro, vengono considerate patrimonio del territorio comunale di pertinenza ed il loro abbattimento o il loro sradicamento, sono regolamentati dal Servizio Giardini del Comune dove esse sono ubicate. Se si vuole abbattere bisogna quindi presentare un progetto al competente ufficio comunale, documentandone una serie di motivazioni per l’abbattimento dell’albero (pianta malata, pericolo di caduta ecc.), allegando una proposta di pianta sostitutiva; bisogna presentare una domanda al Comune di pertinenza che invierà un proprio tecnico per un sopralluogo che potrà dare o meno il proprio assenso.

     

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  • Biosinergy S.r.l.

    Via Tenuta Piccirilli, 83
  • Chi Siamo

    Biosinergy S.r.l.

    ...il vostro verde nelle nostre mani!

    opera da numerosi anni nel settore del verde grazie alla professionalità di chi ci lavora e alle numerose attrezzature che la ditta possiede, oltre ad un grande parco macchine (Cestelli elevatori – Ragni – furgoni – trattorini ecc.).

    L'Azienda Biosinergy S.r.l. si occupa del Vs. verde in molti modi: potature ed abbattimento alberi ad alto e medio fusto, rimozioni ceppi, disinfestazioni, manutenzioni verde pubblico e privato, progettazioni giardini, impianti d’irrigazione e molto altro ancora.

    Potare o abbattere un albero richiede una grande esperienza che la ditta Biosinergy S.r.l. ha maturato negli anni, altrimenti si può incorrere in molti rischi sia per l’ambiente che per l’uomo, ecco perché utilizziamo moderne tecniche di tree-climbing (arrampicata sugli alberi) che ci permette di osservare lo stato vegetativo delle piante in maniera globale in modo da intervenire nel modo più opportuno.

  • Contatti Biosinergy

  • Disinfestazione

    La disinfestazione

    è definita genericamente come l’insieme di operazioni tendenti all’eliminazione o alla limitazione dei parassiti.
    Le tecniche di disinfestazione possono essere svariate in relazione alla specie dell’infestante da controllare, alla conformazione ambientale in cui si è chiamati ad operare e alle attività umane presenti.

    La scelta delle attrezzature e dei prodotti più idonei (dal punto di vista della sicurezza e dell’efficacia) risulta importante, ma ancora di più lo è l’applicazione di una corretta metodologia (stilata da protocolli internazionali) e la capacità tecnica degli operatori (con formazione qualificata e certificata).Varie sono le tecniche di disinfestazione tra cui:

    NEBULIZZAZIONE

    Per nebulizzazione si intende la riduzione di un liquido in parti minutissime. Si ottiene costringendo il fluido liquido in un orifizio ad una pressione molto elevata. Nel caso di aree verdi o aree particolarmente vaste, vengono adoperati nebulizzatori auto-trasportati (atomizzatori) di nuova generazione, che consentono una gittata di oltre 80m del prodotto insetticida. Nel caso di aree esterne poco vaste e aree interne, la nebulizzazione può essere realizzata tramite nebulizzatore elettrico o nebulizzatore spalleggiato. In ambienti confinati di modeste dimensione, è possibile nebulizzare l’ambiente mediante l’ausilio di bombole a svuotamento automatico.

    IRRORAZIONE

    Per irrorazione si intende l’erogazione di un liquido, veicolato da aria compressa, in cui le particelle si distribuiscono uniformemente sulla superficie con cui viene a contatto. Vengono utilizzate pompe a bassa pressione manuali o elettriche.

    FUMIGAZIONE

    La fumigazione è l’erogazione di un gas, di un fumo, o di un liquido veicolato da aria surriscaldata (nebbia calda). Essa viene eseguita solitamente per i molini, i magazzini di stoccaggio, per il legno tarlato, per i tessuti infestati da tarme, e ovunque la situazione richieda questa tecnica. La fumigazione può essere generata da fumigatori a motore (termonebbiogeni), o da candelotti fumogeni.

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  • Endoterapia

    L’Endoterapia è un sistema di difesa del verde urbano che permette l’eliminazione di insetti nocivi.Per Endoterapia s’intende il trattamento fitosanitario eseguito attraverso l’immissione di sostanze insetticide  e/o fungicide direttamente all’interno del sistema vascolare della pianta. Attraverso il flusso traspiratorio, la soluzione viene trasportata all’intera chioma dove si aziona per proteggere contro i patogeni per tutta la stagione.

    Il metodo consiste in una flebo che permette di introdurre sostanze liquide nel tronco di una pianta. I mezzi di regolazione e controllo del flusso, rendono possibile a dattare il trattamento alle caratteristiche del prodotto e della pianta da trattare, rispettando la capacità fisiologica di assorbimento della pianta e rendendo il trattamento più efficace rispetto ai metodi convenzionali.

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  • Impianti di irrigazione

    Impianti Irrigazione

    Il nostro personale qualificato progetta e realizza impianti d’irrigazione, subirrigazione ed impianti a goccia per giardini, terrazzi e tappeti erbosi, stando attenti ad utilizzare materiali di ottima qualità. Assicuriamo una costante assistenza per qualsiasi tipo di problema.
    L'impianto d'irrigazione viene progettato in relazione al giardino. La prima cosa da fare è valutare la giusta collocazione degli irrigatori, dell' ala gocciolante  e del pozzetto centrale. Gli irrigatori generalmente in commercio possono bagnare con diverse angolature (90°, 180°, 270°, 360° o a piacere) e vengono preferibilmente posizionati sul perimetro del giardino.

    Pressione dell'acqua:

    Un problema di quasi tutti gli impianti è la pressione dell'acqua. Generalmente una normale linea domestica è sufficiente ad alimentare 5 o 6 irrigatori per volta. Per cui se il giardino richiede più irrigatori si dovranno prevedere diverse zone. E' importante che ogni zona abbia tutti gli irrigatori dello stesso tipo. L'impianto d'irrigazione può essere sia manuale (cioè con apertura dei rubinetti a mano), che automatico (con elettrovalvole). Prima di decidere valutiamo i costi che vogliamo sostenere.

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    Irrigazione giardino

  • Potatura

    potaturaLa ditta Biosinergy srl offre servizi di potature di piante ad alto e medio fusto, utilizzando cestelli elevatori o piattaforme aeree, se lo spazio a disposizione consente il transito dei mezzi meccanici, oppure con la tecnica dei tree-climbing, arrivando praticamente ovunque, il tutto nel rispetto delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro.La ditta Biosinergy srl si avvale della collaborazione di un perito agrario per ogni potatura che si preoccupa di fornire una perizia dettagliata sulla situazione dell’albero da potare seguendo con accuratezza e professionalità l’esecuzione della potatura in tutte le sue fasi ed assicurandone il rispetto del vincolo paesaggistico.Una potatura per essere eseguita in maniera corretta deve rispettare i giusti intervalli di tempo, permettendo all’albero di svilupparsi in maniera sana ed armoniosa. Con la potatura si possono correggere difetti che con il tempo potrebbero creare seri problemi di stabilità.Una cattiva potatura deturpa irreparabilmente la forma naturale della pianta, genera instabilità dei rami e può provocare penetrazione di funghi patogeni.La scelta del come e quando potare, è legata all’età fisiologica della pianta altrimenti si potrebbe arrecare dei seri danni a questa. In alberi giovani, si può arrivare al 40-50% di massa foto sintetica, mentre per gli alberi maturi, bisogna fare una maggiore attenzione perché i rami che portano vegetazione sono preziosi per l’equilibrio energetico.

    Il  nostro consiglio per una buona potatura è quello di agire nel rispetto delle esigenze dell’albero che si vuole potare.

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    Cesto e gru

  • Pronto intervento

    pronto intervento

    La ditta Biosinergy Srloffre un servizio di Pronto Intervento 24h su 24h, ponendosi come obbiettivo di sicurezza quello di  ristabilire una condizione di normalità impedendo ulteriori danni.

    Due sono le caratteristiche che garantiscono prontezza e qualità di esecuzione, ai fini del conseguimento di un buon risultato:

    Uso di tecniche specialistiche;

    Esperienza sul campo.

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  • Raccolta decreti e normative sul Punteruolo Rosso

    MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

    DECRETO 7 febbraio 2011

    Misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma

    Rhynchophorus  ferrugineus  (Olivier).  Recepimento  decisione  della

    Commissione 2007/365/CE e sue modifiche. (11A02039)

    (GU n.36 del 14-2-2011)

    IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE

    ALIMENTARI E FORESTALI

    Vista la direttiva n. 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000,

    concernente le  misure  di  protezione  contro  l'introduzione  nella

    Comunita' di organismi nocivi ai vegetali o ai  prodotti  vegetali  e

    contro   la   loro   diffusione   nella   Comunita',   e   successive

    modificazioni;

    Visto il decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 «testo unico

    delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»;

    Visto il decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  214,  relativo

    all'attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente  le  misure  di

    protezione contro l'introduzione e la diffusione nella  Comunita'  di

    organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;

    Vista la decisione della commissione 2007/365/CE del 25 maggio 2007

    che stabilisce misure d'emergenza per impedire  l'introduzione  e  la

    diffusione nella Comunita' di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

    Vista la decisione della commissione  2008/776/CE  del  06  ottobre

    2008 che modifica la  decisione  2007/365/CE  che  stabilisce  misure

    d'emergenza  per  impedire  l'introduzione  e  la  diffusione   nella

    Comunita' di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

    Vista la decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010

    che modifica  la  decisione  2007/365/CE  relativamente  ai  vegetali

    sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui  e'  identificato

    il Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

    Visto il decreto ministeriale 9 Novembre 2007  "Disposizioni  sulla

    lotta  obbligatoria  contro   il   punteruolo   rosso   della   palma

    Rhynchophorus  ferrugineus  (Olivier).  Recepimento  decisione  della

    Commissione 2007/365/CE. (GU n. 37 del 13-2-2008);

    Visto  il  decreto  del  Ministro  dell'Interno   5   agosto   2008

    "Incolumita' pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco";

    Ritenuto di dover aggiornare le norme nazionali per il controllo  e

    l'eradicazione del Rhynchophorus ferrugineus a quanto disposto  dalla

    decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010;

    Considerato che quasi tutte le piante  attaccate  da  Rhynchophorus

    ferrugineus sono ubicate in ambiente urbano e  possono  rappresentare

    un grave pericolo per l'incolumita' dei cittadini;

    Ritenuto ai sensi dell'art. 54, comma 2 del decreto legislativo  n.

    267 del 18 agosto 2000, al  fine  di  prevenire  ed  eliminare  gravi

    pericoli che minacciano l'incolumita' pubblica  per  la  presenza  di

    piante infestate  da  Rhynchophorus  ferrugineus,  di  coinvolgere  i

    sindaci  dei  comuni  nei  quali  e'  stata  accertata  la   presenza

    dell'insetto, nell'applicazione sui  territori  di  loro  competenza,

    delle misure fitosanitarie volte al controllo e  all'eradicazione  di

    Rhynchophorus ferrugineus;

    Acquisito il parere del Comitato fitosanitario  nazionale,  di  cui

    all'art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214,  espresso

    nella seduta del 20 e 21 ottobre 2010;

    Acquisito il parere favorevole della Conferenza  permanente  per  i

    rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento  e

    di Bolzano, espresso nella seduta del 16 dicembre 2010.

    Decreta

    Art. 1

    Scopi generali

    1 Il presente decreto ha lo scopo di impedire l'introduzione  e  la

    diffusione all'interno del territorio della Repubblica  italiana  del

    Punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier).

    1. 2. La lotta  contro  l'insetto   Rhynchophorus   ferrugineus   e'

    obbligatoria nel territorio della  Repubblica  italiana  al  fine  di

    contrastarne l'insediamento e la diffusione.

    Art. 2

    Definizioni

    1. 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    2. a) «organismo nocivo»: il coleottero curculionide Rhynchophorus

    ferrugineus (Olivier), in ogni suo stadio di sviluppo;

    1. b) «vegetali sensibili»: le piante il cui fusto alla base ha un

    diametro  superiore  a  5   cm,   di:   Areca   catechu,   Arecastrum

    romanzoffianum (Cham) Becc,  Arenga  pinnata,  Borassus  flabellifer,

    Brahea armata, Butia  capitata,  Calamus  merillii,  Caryota  maxima,

    Caryota  cumingii,  Chamaerops  humilis,  Cocos   nucifera,   Corypha

    gebanga, Corypha elata, Elaeis guineensis, Howea  forsteriana,  Jubea

    chilensis, Livistona australis, Livistona decipiens, Metroxylon sagu,

    Oreodoxa regia, Phoenix  canariensis,  Phoenix  dactylifera,  Phoenix

    theophrasti, Phoenix sylvestris,  Sabal  umbraculifera,  Trachycarpus

    fortunei e Washingtonia spp.;

    1. c) «zona di produzione»: un singolo appezzamento o un insieme di

    appezzamenti che puo' essere  considerato  come  una  singola  unita'

    produttiva o un'unica realta' aziendale. Questa puo' includere luoghi

    di  produzione  gestibili  separatamente   ai   fini   della   difesa

    fitosanitaria.

    1. 2. In base alle indagini ufficiali di cui all'art. 6 sono definite:
    2. a) «zona infestata»: zona compresa  nel  raggio  di  almeno  un

    chilometro dal punto dove la presenza dell'organismo nocivo e'  stata

    confermata e che comprende tutti i vegetali sensibili che  presentano

    suoi sintomi, e,  se  necessario,  tutti  i  vegetali  sensibili  che

    appartengono  allo  stesso  lotto   al   momento   della   messa   in

    coltivazione;

    1. b) «zona di  contenimento»:  zona  infestata  per  la  quale  i

    risultati dei controlli annuali degli ultimi 3 anni hanno evidenziato

    l'impossibilita' dell'eliminazione dell'organismo  nocivo  e  per  la

    quale si ritiene che entro il periodo supplementare di  un  anno  non

    possa avvenire l'eradicazione come definito al punto 3  dell'Allegato

    alla decisione della Commissione 2010/467/UE;

    1. c) «zona cuscinetto»: fascia perimetrale  di  almeno  10  km  a

    partire dal confine della zona infestata;

    1. d) «zona delimitata»: l'area costituita dall'insieme della «zona

    infestata», della «zona di contenimento» e della «zona cuscinetto».

    Art. 3

    Divieti

    1. 1. E' vietata  l'introduzione,  la  diffusione  e  la  detenzione

    dell'organismo nocivo nel territorio nazionale.

    Art. 4

    Importazione di vegetali sensibili

    I vegetali sensibili possono essere introdotti nel territorio della

    Repubblica italiana unicamente nel caso in cui:

    1. a) sono conformi  alle  prescrizioni   fissate   al   punto   1

    dell'allegato I;

    1. b) al loro ingresso nel territorio della Repubblica italiana sono

    sottoposti ad ispezioni da parte dei Servizi  fitosanitari  regionali

    di cui all'art. 50 del decreto legislativo n. 214 del 19 agosto 2005,

    conformemente al Titolo VIII dello stesso decreto legislativo,  e  ne

    siano dichiarati indenni.

    Art. 5

    Spostamenti  di  vegetali  sensibili   all'interno   del   territorio

    nazionale

    I vegetali sensibili  originari  del  territorio  della  Repubblica

    italiana o importati nel  territorio  della  Repubblica  italiana  in

    conformita' dell'articolo 4 possono essere spostati  all'interno  del

    territorio della Repubblica  italiana  unicamente  se  soddisfano  le

    condizioni fissate all'allegato I, punto 2.

    Art. 6

    Indagini e notifiche

    1. 1. I proprietari o  detentori  a  qualsiasi  titolo  di  vegetali

    sensibili che  sospettino  o  accertino  la  comparsa  dell'organismo

    nocivo in aree ritenute indenni  sono  obbligati  a  darne  immediata

    comunicazione al Servizio fitosanitario regionale a norma dell'art. 8

    del decreto legislativo n. 214/2005.

    1. 2. I Servizi fitosanitari regionali, eseguono annualmente indagini

    ufficiali per rilevare l'eventuale presenza dell'organismo  nocivo  o

    determinare eventuali indizi di infestazione dei  vegetali  sensibili

    attraverso  ispezioni  sistematiche,  con  la  collaborazione   delle

    amministrazioni comunali per quanto di loro competenza.  I  risultati

    di tali indagini sono notificati al Servizio  fitosanitario  centrale

    entro il 31 gennaio di ogni anno unitamente a:

    1. a) una versione aggiornata del piano d'azione adottato a  norma

    del  punto  3  dell'allegato  II,  comprese   le   misure   ufficiali

    conformemente al punto 2 dell'allegato II.

    1. b) un elenco  aggiornato  delle   zone   delimitate,   comprese

    informazioni aggiornate  inerenti  la  loro  descrizione  e  la  loro

    localizzazione cartografica.

    1. 3. I Servizi fitosanitari regionali, qualora accertino la comparsa

    dell'organismo nocivo in zone precedentemente risultate  indenni,  ne

    danno immediata comunicazione al Servizio fitosanitario centrale.

    1. 4. Il Servizio fitosanitario centrale notifica:
    2. a) alla Commissione, entro il  28  febbraio  di  ogni  anno,  i

    risultati delle predette indagini annuali;

    1. b) alla Commissione e agli altri  Stati  membri,  entro  cinque

    giorni e per iscritto, la  comparsa  dell'organismo  nocivo  in  zone

    precedentemente risultate indenni di cui al comma 3.

    Art. 7

    Misure fitosanitarie in zone delimitate e piani d'azione

    1. 1. Quando dai  risultati  delle  indagini  o  notifiche  di   cui

    all'articolo 6, o da informazioni  di  qualsiasi  altra  origine,  si

    rilevano indizi della presenza dell'organismo nocivo  nel  territorio

    di   competenza,   il   Servizio   fitosanitario    regionale    deve

    tempestivamente:

    1. a) fissare una zona delimitata a norma del punto 1 dell'allegato

    II;

    1. b) elaborare e attuare un piano d'azione in tale zona delimitata,

    a norma del punto 3 dell'allegato II, comprese le  misure  ufficiali,

    conformemente al punto 2 dell'allegato II.

    1. 2. Dell'istituzione delle zone delimitate di cui all'art.  2  con

    relativa  cartografia  e  piani  di  azione  viene  data  contestuale

    comunicazione al Servizio fitosanitario centrale, che ne  informa  la

    Commissione e gli altri Stati membri entro  un  mese  dalla  notifica

    effettuata a norma dell'articolo 6, paragrafo 4, lettera b).

    1. 3. I Servizi fitosanitari regionali  garantiscono  che  il  piano

    d'azione e le misure tecniche di cui al  punto  b)  del  paragrafo  1

    dell'articolo 7, siano attuate da  dipendenti  pubblici  tecnicamente

    qualificati e debitamente  autorizzati  e/o  da  agenti  o  operatori

    qualificati, oppure almeno sotto la diretta supervisione  degli  enti

    ufficiali competenti.

    1. 4. I Servizi fitosanitari regionali possono derogare all'obbligo di

    fissare una zona delimitata di cui alla lettera a), comma 1, nei casi

    in cui dai controlli e dalle notifiche di cui all'articolo 6,  oppure

    da informazioni di qualsiasi altra origine, sia comprovato che:

    1. a) i vegetali risultati infestati facciano parte unicamente  di

    una partita di vegetali sensibili e siano ubicate al  centro  di  una

    zona con un raggio di 10 km nella quale l'organismo specifico non era

    stato precedentemente riscontrato;

    1. b) la partita  sia  stata  introdotta  all'interno  della  zona

    interessata da non piu' di 5 mesi e fosse gia' infestata  al  momento

    dell'introduzione; e

    1. c) prendendo in considerazione principi scientifici validi,  la

    biologia dell'organismo,  il  livello  di  infestazione,  il  periodo

    dell'anno e la particolare distribuzione dei vegetali sensibili nella

    Repubblica  italiana,  non  si  sia  manifestato  alcun  rischio   di

    diffusione dell'organismo  specifico  dal  momento  dell'introduzione

    della partita contaminata nella zona in questione.

    In tali casi i Servizi fitosanitari regionali  elaborano  un  piano

    d'azione conformemente  al  punto  3  dell'allegato  II,  ma  possono

    decidere di non definire una zona delimitata e di limitare le  misure

    ufficiali di cui al punto 3 dell'allegato  II  alla  distruzione  del

    materiale infestato, attuando al contempo un programma  di  controllo

    intensificato in una area di almeno 10 km attorno alla zona infestata

    nonche' misure volte a tracciare il relativo materiale vegetale;

    1. 5. I Servizi fitosanitari regionali attuano le misure fitosanitarie

    nelle zone delimitate  sulla  base  dei  piani  di  azione  regionali

    predisposti in conformita' con il piano di azione  nazionale  che  e'

    approvato dal Comitato Fitosanitario Nazionale di cui all'art. 52 del

    D.Lgs. 214/2005.

    Art. 8

    Attuazione del piano d'azione

    1. 1. I Servizi fitosanitari regionali, quando accertano la presenza

    dell'organismo  nocivo   prescrivono   ai   proprietari   le   misure

    fitosanitarie da attuare, le quali sono adottate  in  conformita'  al

    piano di azione.

    1. 2. I  Servizi   fitosanitari    regionali,    notificano    alle

    Amministrazioni  comunali  interessate,  oltre  al  piano  di  azione

    regionale  anche  le  misure  di  cui  al  comma  1,  ai  fini  della

    valutazione di pericolo per la pubblica incolumita' di  cui  all'art.

    54, comma 2 del decreto legislativo. n. 267 del 18 agosto 2000.

    1. 3. Le amministrazioni comunali, qualora ravvisino  situazioni  di

    pericolo per la pubblica incolumita' o pericolo di  scadimento  della

    qualita' del patrimonio ambientale urbano derivanti dalla presenza di

    vegetali  di  palma  infestate  sui  territori  di  loro  competenza,

    provvedono  all'attuazione  degli  interventi  ritenuti  piu'  idonei

    secondo i  piani  di  azione  stabiliti  dal  Servizio  fitosanitario

    regionale competente per territorio.

    Art. 9

    Azioni divulgative e formative

    1. 1. I Servizi fitosanitari regionali, danno  massima  divulgazione

    della pericolosita' dell'insetto,  della  conoscenza  dei  sintomi  e

    delle tecniche di lotta e prevenzione.

    1. 2. I Servizi fitosanitari regionali predispongono piani formativi

    finalizzati a qualificare gli operatori che devono attuare le  misure

    tecniche previste dal piano di azione.

    Art. 10

    Misure finanziarie

    1. 1. Le misure obbligatorie derivanti dall'applicazione del presente

    decreto sono a cura e spese dei proprietari o conduttori, a qualsiasi

    titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili.

    1. 2. Le regioni al fine di prevenire gravi danni per l'economia e per

    l'ambiente ed il paesaggio possono stabilire interventi  di  sostegno

    connessi all'attuazione del presente provvedimento.

    Art. 11

    Sanzioni

    1. 1. Chiunque non ottemperi alle disposizioni di  cui  al  presente

    decreto e' punito con le sanzioni amministrative  previste  dall'art.

    54 del decreto legislativo n. 214/2005.

    Art. 12

    Disposizioni finali

    1. 1. Il presente  decreto  annulla   e   sostituisce   il   decreto

    ministeriale 9 Novembre 2007 "Disposizioni sulla  lotta  obbligatoria

    contro il punteruolo  rosso  della  palma  Rhynchophorus  ferrugineus

    (Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE.

    Il presente decreto ha carattere d'urgenza ed entra  in  vigore  il

    giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale  della

    Repubblica italiana.

    Roma, 7 febbraio 2011

    Il Ministro: Galan

    Allegato I

    1. 1. Prescrizioni specifiche relative all'importazione

    Fermo restando quanto disposto dall'allegato III, parte A,  punto

    17 e dall'allegato IV, parte A, sezione I, punti 34, 36.1  e  37  del

    decreto legislativo n. 214/2005, i vegetali  sensibili  originari  di

    paesi terzi  devono  essere  accompagnati  da  un  certificato,  come

    previsto dal comma 1, lettera d). dell'art. 36 del suddetto  decreto,

    che indica alla rubrica «Dichiarazione supplementare» che i  vegetali

    sensibili, compresi quelli raccolti in habitat  naturali  sono  stati

    coltivati:

    1. a) per tutto il loro ciclo di vita in un paese in cui non  si

    conoscono manifestazioni dell'organismo nocivo; oppure

    1. b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che

    il Servizio nazionale per la protezione dei  vegetali  del  Paese  di

    origine   ha   riconosciuto   indenni,   conformemente   alle   norme

    internazionali per le misure fitosanitarie; e alla rubrica «Paese  di

    origine» indica la denominazione della zona indenne; oppure

    1. c) durante un periodo di almeno un anno prima dell'esportazione

    sono stati coltivati in un luogo di produzione:

    1. i) registrato e controllato dal Servizio nazionale  per  la

    protezione dei vegetali nel paese di origine e

    1. ii) in cui i vegetali si trovano in un  sito  a  protezione

    fisica totale per impedire  l'introduzione  dell'organismo  nocivo  o

    sono stati utilizzati trattamenti preventivi adeguati;

    iii)  in  cui  non   sono   state   rilevate   manifestazioni

    dell'organismo nocivo nel corso dei  controlli  ufficiali  effettuati

    almeno ogni tre mesi o immediatamente prima dell'esportazione.

    1. 2. Condizioni per gli spostamenti

    Tutti i vegetali sensibili originari della Repubblica italiana  o

    importati in  Italia  in  conformia'  con  l'art.  4  possono  essere

    spostati  all'interno  della  Comunita'  Europea  soltanto  se   sono

    accompagnati da un Passaporto delle piante CE compilato ed emesso  in

    conformita' alla direttiva 92/105/CEE della Commissione e sono  stati

    coltivati:

    1. a) per tutto il loro ciclo di vita in una regione, Stato membro

    o  in  un  Paese  terzo  dove   non   si   conoscono   manifestazioni

    dell'organismo nocivo;

    oppure

    1. b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che

    il Servizio Fitosanitario regionale o il Servizio  nazionale  per  la

    protezione dei vegetali di un Paese terzo hanno riconosciuto  indenni

    conformemente alle norme internazionali per le misure fitosanitarie;

    oppure

    1. c) in un luogo di produzione dove durante un periodo  di  due

    anni prima dello spostamento:

    1. i) i vegetali sensibili sono stati  tenuti  in  un  sito  a

    protezione fisica totale per impedire  l'introduzione  dell'organismo

    nocivo oppure sottoposti ad applicazione  di  trattamenti  preventivi

    adeguati; e

    1. ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell'organismo

    nocivo nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi;

    oppure

    1. d) se importati in conformita' del punto 1, lettera  c),  del

    presente allegato, sono stati coltivati dal momento dell'introduzione

    nel territorio della Repubblica Italiana in un luogo di produzione in

    cui, durante un periodo di almeno un anno prima dello spostamento:

    1. i) i vegetali sensibili erano situati in sito a  protezione

    fisica totale con reti metalliche per impedire l'introduzione e/o  la

    diffusione dell'organismo specifico; e

    1. ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell'organismo

    specifico nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi;

    Allegato II

    1. 1. Fissazione delle zone delimitate

    La delimitazione esatta delle zone di cui al comma 2 dell'Art.  2

    deve  basarsi  su  principi  scientifici   validi,   sulla   biologia

    dell'organismo nocivo, sul livello  di  contaminazione,  sul  periodo

    dell'anno e sulla particolare distribuzione  dei  vegetali  sensibili

    nella regione interessata.

    Se la presenza dell'organismo specifico e' confermata al di fuori

    della zona infestata la delimitazione delle zone andra' modificata di

    conseguenza.

    Nei casi in cui diverse zone cuscinetto si sovrappongano o  siano

    vicine dal punto di vista geografico  si  dovra'  definire  una  zona

    delimitata piu' ampia che includa le varie zone delimitate e le  zone

    tra di esse.

    In base ai controlli annuali di cui al comma 2  dell'Art.  6,  se

    l'organismo specifico non e' identificato nella zona  delimitata  per

    un periodo di  tre  anni  tale  zona  e'  abolita  e  non  sono  piu'

    necessarie le misure previste al punto 2 del presente allegato.

    1. 2. Misure ufficiali nelle zone delimitate

    Delle misure  ufficiali  di  cui  all'articolo  7,  paragrafo  1,

    lettera b), da adottare nelle zone delimitate fanno parte almeno:

    1. a) adeguate misure  volte   all'eliminazione   dell'organismo

    specifico comprendenti:

    1. i) distruzione, oppure, se del caso, risanamento  meccanico

    completo dei vegetali sensibili infestati;

    1. ii) misure volte a prevenire la  diffusione  dell'organismo

    specifico durante gli interventi  di  distruzione  o  disinfestazione

    mediante  l'applicazione  di  trattamenti  chimici  nelle   immediate

    vicinanze;

    iii) trattamento adeguato dei vegetali sensibili infestati;

    1. iv) se del caso, impiego di tecniche di cattura massale con

    trappole a feromone nelle zone infestate;

    1. v) se del caso,  sostituzione  di  vegetali  sensibili  con

    vegetali non sensibili;

    1. vi) qualsiasi altra   misura   che   possa    contribuire

    all'eliminazione dell'organismo specifico;

    1. b) misure relative al monitoraggio intensivo per verificare la

    presenza  dell'organismo  specifico  tramite   ispezioni   e   metodi

    adeguati,  comprese  le  trappole  a  feromone  almeno   nelle   zone

    infestate;

    1. c) se necessario, misure specifiche per affrontare  qualsiasi

    particolarita'  o  complicazione  che  possa  essere  ragionevolmente

    ritenuta in grado di prevenire,  impedire  o  ritardare  l'attuazione

    delle misure, in particolare  quelle  relative  all'accessibilita'  e

    all'eliminazione adeguata di tutti i vegetali sensibili, infestati  o

    sospetti, indipendentemente dalla  loro  ubicazione,  dal  fatto  che

    siano di proprieta' pubblica o privata o dalla persona o ente che  ne

    e' responsabile.

    1. 3. Elaborazione e attuazione dei piani d'azione

    Il piano d'azione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera b),

    contiene  una  descrizione  dettagliata  delle  misure  ufficiali  da

    adottare  al  fine  di  eliminare  l'organismo  specifico.  Comprende

    inoltre un termine entro cui attuare  ciascuna  di  tali  misure.  Il

    piano d'azione tiene conto della norma internazionale per  le  misure

    fitosanitarie - ISPM n.  9  e  si  basa  su  un  approccio  integrato

    conformemente ai principi fissati dalla norma internazionale  per  le

    misure fitosanitarie - ISPM n. 14.

    Nelle zone di contenimento di cui all'Art. 2, comma 2, lettera b)

    il  piano  d'azione  e  la   relativa   attuazione   si   concentrano

    innanzitutto sul contenimento  e  sulla  soppressione  dell'organismo

    specifico  nella  zona  infestata,  mantenendo  l'eliminazione   come

    obiettivo di piu' lungo termine.

    Il piano d'azione riguarda almeno le misure ufficiali di  cui  al

    punto 2. Esso prende in considerazione tutte le  misure  elencate  al

    punto 2, lettera a), e illustra  i  motivi  che  hanno  portato  alla

    selezione delle misure da attuare, descrivendo la situazione, i  dati

    scientifici e i criteri alla base della scelta di tali provvedimenti.

  • Servizi

  • Tree Climbing

    Tree Climbing

    La tecnica di arrampicata sugli alberi è principalmente impiegata per eseguire operazioni di potatura, abbattimento, consolidamento o ancoraggio.

    L'operatore è vincolato, per mezzo di un'imbracatura ad una corda doppia ancorata quanto più possibile in alto.

    Questa tecnica consente di eseguire gli interventi dall'interno della chioma arrivando, così, dove gli operatori su piattaforme elevatrici ed autogrù non possono arrivare e avendo la possibilità di operare i tagli, a mano o con il supporto di motoseghe, nel punto esatto.

    Il tree climbing utilizza tecniche di movimentazione su corda per permettere di muoversi sia verticalmente (risalita e discesa) che orizzontalmente (movimentazione in chioma). Le corde vengono installate da terra mediante il lancio di appositi sacchetti da lancio dal peso oscillante fra i 250 ed i 400 grammi, questi "pesetti" vengono lanciati a mano o mediante fionde di grosse dimensioni, vengono collegati ad un cordino (o sagolino) di piccolo diametro, a questo poi viene annodata la corda che servirà per la movimentazione dell'operatore.

    Il tree climbing, oltre ad un metodo di lavoro (normato dal D.Lgs 81/08 art. 116) è anche una disciplina sportiva, della quale si svolgono regolarmente campionati nazionali ed internazionali.

     

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